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domenica 4 agosto 2024

[Better Call Saul] - Season 02 - Un disegno per ogni episodio

Questo secondo post su BCS si è fatto un po’ attendere, ma spero non vi sia passata la voglia di vedere questi disegni.

 

Nella seconda stagione, molti personaggi iniziano a percorrere la strada che li porterà a essere quello che vogliono. Il male comincia a farsi strada lentamente, e per questo è un male pericoloso. Perché sedimenta e germoglia nell’animo, e lo si percepisce come la reazione più naturale a quello che succede.

Non si arriva a giustificarlo (il male non viene scritto in modo da sedurci), ma la storia ci porta a capirlo.

 

È questo uno dei motivi della grandiosità di questa serie: ogni azione dei personaggi, anche la più discutibile, viene raccontata e viene scritta in modo coerente, prendendosi il suo tempo e arrivando allo spettatore come una evoluzione credibile degli eventi.

Questo non avviene solo per i personaggi principali, Jimmy e Kim (madonna, che interpretazioni che ci regalano), ma per ogni singolo personaggio messo in scena. Una cosa pazzesca.

 

Da un punto di vista visivo, gli episodi sono ancora abbastanza “chiari”, ma le ombre quando arrivano sono micidiali, e hanno una valenza narrativa unica.

Spero di averne catturata qualcuna.

 


 1          Switch   15/02/2016

 2          Cobbler 22/02/2016

3          Amarillo            29/02/2016

4          Gloves Off       07/03/2016


 5          Rebecca 14/03/2016

6          Bali Ha'i            21/03/2016


 7          Inflatable           29/03/2016

8          Fifi       04/04/2016

9          Nailed   11/04/2016


 10         Klick     18/04/2016

domenica 16 giugno 2024

[Better Call Saul] - Season 01 - Un disegno per ogni episodio

Oops! ...I did it again.

 

Finito “Breaking Bad” (film incluso), era ovvio che mi buttassi su “Better Call Saul”. E sempre con lo stesso approccio: per ogni episodio, ho scelto la scena che maggiormente ho trovato significativa (per impatto narrativo o fotografico) e l'ho messa su carta.

 

In questa serie, Vince Gilligan e Peter Gould centrano la storia in modo diverso da BB. Mentre la prima, sostanzialmente, era un dramma psicologico raccontato come un western e un action, BCS è un dramma che ruota attorno al peso umano dei protagonisti, ai loro rapporti, alle loro debolezze, meschinità e sensibilità.

Tutto questo era presente anche in BB, sia chiaro, ma lì erano aspetti al servizio di una narrazione story-driven. Qui, in BCS, gli stessi aspetti sono la storia. Qui sono i personaggi (tutti interpretati da attori straordinari) a raccontare qualcosa: quello che succede nelle loro vite, e quello che succede dentro di loro.

 

A livello di fotografia e regia (l'aspetto che in questa sede mi ha interessato di più), in questa serie si enfatizzano ancora di più i luoghi scissi tra luci ed ombre (ambienti bui, con altro contrasto, un elevato uso delle silhouette, con la luce che colpisce i personaggi in modo molto netto, ...).

 

In BCS c'è una logica per il codice cromatico diverso da BB: i colori non sono più una rappresentazione di alcuni personaggi o di certi temi (violenza, desiderio, paura, ...). Qui i colori diventano proprio il mezzo con cui leggere una situazione, hanno un codice “morale” di base (in fondo, si parla pur sempre di avvocati): colori caldi per situazioni criminali, colori freddi per eventi legati alla giustizia.

Lo stesso personaggio, in base ai colori indossati o presenti in scena, può rappresentare sia il bene che il male.

Nelle scene di transizione (in cui c'è una decisione da prendere) si vira sul giallo o sull'arancione.

 

Per ora non dico di più, approfondiremo in seguito.

Vi lascio agli episodi della prima, straordinaria, stagione.

 


1          Uno      08/02/2015

 


2          Mijo     09/02/2015

 


3          Nacho 16/02/2015

 


4          Hero    23/02/2015

 


5          Alpine Shepherd Boy     02/03/2015

 


6          Five-O 09/02/2015

 


7          Bingo   16/03/2015

 


8          RICO   23/03/2015

 


9          Pimento 30/03/2015

 


10        Marco   06/04/2015

venerdì 14 giugno 2024

[Ciak Norris] - A taxi driver (2017)

 

Immagine-ingannevole.jpg

Warning: contiene qualche spoiler.

Meglio se vedete prima il film. Anzi, va bene anche se vedete solo il film e non leggete questa piccola recensione. Ma vedete il film, trust me.

 

Un tassista di Seul (l’attore Song Kang-ho, già apprezzato in “Snowpiercer”, “Memorie di un assassino” o “Parasite”), rimasto vedovo, cresce la figlia da solo, arrabattandosi col lavoro e racimolando i soldi per l’affitto, le spese quotidiane e le necessità della bambina.

Inaspettatamente arriva un’opportunità: riesce a rubare un cliente a un collega tassista. Questo cliente è uno straniero (un tedesco), deve raggiungere la città di Gwangju ed è disposto a pagare una bella cifra.

La storia inizia quasi come una commedia leggera, ma con l’avanzare della narrazione scopriamo come stanno le cose: il tedesco è un giornalista che si sta recando in segreto a Gwangju per documentare le proteste in corso, cercando di evitare i controlli del regime coreano.

 

Gwangju è una città della Corea del Sud. Nel 1980 (il 18 maggio) ci fu una forte rivolta popolare (guidata soprattutto da studenti e professori) contro la dittatura di Chun Doo-hwan.

Chun Doo-hwan prese il potere nel 1979 dopo un colpo di stato (in cui il presidente in carica venne assassinato), instaurando la Legge marziale. Questa dittatura durò fino al 1988, quindi è facile dedurre che la rivolta non andò bene.

In realtà, fu un vero massacro: la repressione ad opera dell’esercito sudcoreano portò a un numero di vittime stimato tra le diverse centinaia ed alcune migliaia. La dittatura e l’esercito coprirono le loro violenze e il massacro usando la propaganda della “rivolta comunista” come copertura, tanto per cambiare.

Solo anni dopo, una volta instaurato un regime democratico, la verità iniziò a venire a galla, portando anche alla condanna (nel 1997) di Chun Doo-hwan (che poi venne graziato in seguito…).

Nel 2002 fu creato un cimitero nazionale per le vittime del massacro e il 18 maggio venne dichiarata giornata nazionale di commemorazione.

 

Il film racconta i terribili giorni della rivolta e, complice il ritmo e i tempi dilatati della narrazione, ci mostra la crudeltà e la violenza in atto. La storia mostra anche il ruolo importante dei tassisti della città durante la rivolta, essendo in pratica gli unici in grado di trasportare i feriti o supportare gli spostamenti strategici dei manifestanti. Le vicende sono essenzialmente mostrate tramite gli occhi del tassista protagonista: un ex militare inizialmente incredulo e scettico sulle violenze dell’esercito, ma che poi deve fare i conti con la spaventosa realtà. Ed è proprio questa realtà (relativa alla violenza del potere, alla crudeltà del regime, al massacro operato dell’esercito) che lo trasforma profondamente, portandolo ad essere una persona diversa.

Ogni dolore, sofferenza e ingiustizia a cui ha assistito in quei giorni lo marchia inevitabilmente nel profondo, e questa è una cosa dalla quale non si sfugge.

Il tassista e il giornalista sono ispirati a persone reali e a quello che davvero hanno vissuto in quei giorni.

 

In Italia, siamo reduci dai crimini commessi dal governo e dagli sbirri a Genova nel 2001, dove manifestanti e movimenti (di ogni età ed estrazione) sono stati vittima di violenze e torture, culminate nell’assassinio di Carlo Giuliani. Questi sono stati eventi che, con la complicità dei partiti di sinistra (?) che hanno disertato nei fatti a supportare le vittime nei mesi e negli anni successivi, hanno distrutto (in pratica) un movimento che davvero stava cambiando le cose.

La speranza è che tutto questo ci aiuti a capire come alcuni movimenti, tante proteste (leggi: quello che succede oggi in difesa della Palestina o a supporto delle lotte di molti lavoratori) vadano supportate da tutte e tutti. Perché è in ballo qualcosa di più grande, legato alla nostra umanità e alla nostra dignità.

Perché il potere è sempre pronto a colpire duro. E noi tutti abbiamo il dovere, la necessità e la forza di colpire ancora più forte.