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domenica 18 settembre 2022

[Mister Bananafish] - Brevi disegni sull’universo: “Tre millimetri al giorno”

 

"Tre millimetri al giorno" (1956), R. Matheson, ristampato nella collana che celebra i 70 anni di Urania (“70 anni di futuro”).

Diventare più piccoli, 3 millimetri al giorno: come cambia la propria vita? Come cambiano i propri legami familiari? Come cambia la propria visione di sé?

La storia è raccontata alternando passato e presente. Anche se sappiamo già cosa succederà, leggendo le vicende del passato la tensione e l'interesse per le vicende non viene mai meno. (Un po' come negli episodi di “Colombo”, in cui conosciamo l'assassino dall'inizio, ma che guardiamo curiosi fino alla fine).

La linea temporale del passato ci racconta il dramma umano del protagonista che rimpicciolisce, che perde progressivamente tutto. Della sua malattia che avanza.

La linea temporale del presente, poi, ci racconta la lotta del protagonista contro i pericoli che lo minacciano, che trovano il culmine nella minaccia di un ragno gigante, il quale incarna tutti i male del (suo) mondo.

E, così, il racconto procede, verso la fine.

Verso la morte.

La morte? Ní.

Godetevi l'ultimo capitolo.

Fino alla fine, resta difficile pensare a questo racconto come a un racconto di fantascienza.

Ma è proprio l'ultimo capitolo a riscattare, da questo punto di vista, la (bellissima) storia.

Ed è proprio con l'ultimo capitolo che l'elemento “sci-fi” arriva (prepotentemente) a concludere una narrazione suggestiva ed emozionante.

sabato 17 settembre 2022

[Zeta]: “Come una rotolante pietra”

 

Ho appena finito gli appunti per una storia di mosche, universi, pianeti distrutti e divinità.

Nei prossimi giorni cercherò di tenervi aggiornat3.

[Mister Bananafish] - Brevi disegni sull’universo: “Il popolo dell'autunno”

 

Ray Bradbury, "Il popolo dell'autunno", 1962.

Altra bombetta che abbiamo la possibilità di leggere grazie all'iniziativa “Urania 70 anni di futuro”.

In realtà, non è una storia di fantascienza, siamo più dalle parti del racconto di tensione, con elementi soprannaturali. Quello che poi King ci riproporrà con storie bellissime e di successo qualche anno dopo ("Carrie", il suo primo romanzo, è del '74).

In questo libro troviamo 2 ragazzi (sui 13 anni) alle prese con uno spaventoso mistero (reso superbamente dalla prosa evocativa di Bradbury, che in ogni suo libro non scrive solo belle storie, ma fa vera e propria letteratura).

Ameremo il rapporto di amicizia profonda, di affetto vero, tra questi due ragazzini; capiremo ancora meglio che l'amore è un sentimento unico e puro, soprattutto in un'età in cui non sei stato ancora attaccato dalle varie e crudeli fobie di questa società di merda.

Insomma, quello che "Luca" della Disney ci ha raccontato l'anno scorso, qui lo ritroviamo (secondo me) ancora meglio, perché meno studiato a tavolino: intendiamoci, non so se fosse un obiettivo di Bradbury raccontare un affetto così forte tra due amici per obiettivi di progressismo sociale, ma nel libro questo elemento resta fortissimo e centrale.

In ogni caso, troviamo anche altri temi interessanti, come la narrazione della depressione di un adulto e di come ognuno trovi a modo suo la forza di andare avanti comunque.

Ovviamente, siamo in America, a inizi anni '60. Quindi, nel libro ci sono anche cose che oggi (a molt3, spero) possono infastidire, come tanti luoghi comuni sulle donne (viste solo come madri, pettegole, pavide) e il fatto che non ci sia un personaggio femminile degno di nota.

La nemesi, Dark l'uomo illustrato, è uno dei cattivi più belli che abbia mai letto.

E credo che abbia ispirato tanti personaggi in seguito (me ne ricordo uno di Grant Morrison e anche tutti i cattivi dell'ultima stagione di “Heroes”).

Bellissima lettura, che mi lascia un insegnamento utilissimo: l'unico modo per non soccombere, è ridere in faccia al male.

Infatti, ancora condivido il vecchio adagio ottocentesco che ci consigliava di seppellirli con un sorriso. Chi? I cattivi, quelli veri.